mercoledì 4 marzo 2015

UN GIORNO SOLO, TUTTA LA VITA.

UN GIORNO SOLO, TUTTA LA VITA.


Questa storia inizia a New York nel 2000, quando, alle nozze del nipote, Josef Kohn scorge tra gli invitati una donna dall'aria familiare: gli occhi azzurro ghiaccio, l'ombra di un tatuaggio sotto la manica dell'abito.
Rischiando di essere scortese, le chiede di mostrargli il braccio.
La certezza è lì, sulla pelle: sei numeri blu, accanto a un piccolo neo che lui non ha mai dimenticato.
E allora le dice: "Lenka, sono io ,Josef. Tuo marito".
Perchè questa storia, in realtà, inizia a Praga nel 1938, quando Lenka e Josef sono due studenti.
Ebrei, si conoscono poco prima dell'occupazione nazista, si innamorano, diventano marito e moglie per lo spazio di una notte.
Il giorno dopo, al momento di fuggire negli Stati Uniti, Lenka decide di restare perchè non ci sono i visti per la sua famiglia.
Si separano con la promessa di ricongiungersi al più presto, ma Lenka finisce in un campo di concentramento.
In mezzo all'orrore, dipinge: l'unico modo per dare colore a ciò che è privato di luce, pere forma a ciò che non si può descrivere.
Mentre Josef, in America, si specializza in ostetricia; solo aiutare a dare la vita gli impedisce di essere trascinato a fondo dalle voci di chi non c'è più.
Quando orma si crederanno perduti per sempre, ci sarà un nuovo inizio per entrambi.
Ed entrambi impareranno che l'amore può anche essere gratitudine per chi ti ha salvato la vita, affinità tra anime alla deriva, rispetto di silenzi carichi di dolore.
E di confini da non valicare, perchè al di là si celano - intatti e ostinati - i ricordi di una passione assoluta, di quelle che basta un istante per accendere, ma non è sufficiente una vita per cancellare.
Questa storia inizia e non ha mai fine.
Come i grandi amori.

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